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I TEATRI SICILIANI

Il teatro siciliano, dal repertorio vastissimo, attrae per la generosità degli addetti ai lavori, per l'espressività degli attori e per la vastità dei testi che toccano tutte le corde, dal serio al faceto, dallo scherzoso all'analisi della realtà, ma anche per la bellezza artistica ed architettonica degli edifici teatrali stessi.

Nei secoli passati le rappresentazioni teatrali erano effettuate nei saloni o in piccoli teatri all’interno dei palazzi nobiliari e spesso per festeggiare eventi lieti come matrimoni e compleanni.

Discorso analogo si può fare per le Chiese e gli Oratori palermitani, con l'unica differenza del tipo di rappresentazione visto che nei palazzi si potevano affrontare argomenti più profani rispetto a quelli trattati nei luoghi sacri.

L’edificazione dei teatri siciliani attraversa varie fasi. Nei centri minori siciliani è attestata la loro edificazione tra la fine del 1600 ed i primi anni del 1800. Durante tale fase i teatri appartengono alle città demaniali e baronali di antica formazione.

Durante la prima metà del 1800 i teatri assumono una forma interna a ferro di cavallo e presentano come prospetto una parete decorata accostata su un impianto planimetrico settecentesco.

Dopo il 1860 il teatro assume una nuova funzione insieme al Comune, cioè quella di rappresentare la municipalità nascente e di favorire il processo di modernizzazione della città.

Dopo tale data numerosi teatri furono edificati al posto di ex conventi.

Dalla fine del 1800 si apre una nuova fase edilizia che dà al teatro un nuovo ruolo ed assetto, collocandolo nei fronti stradali, ed un nuovo ruolo, quello di cinema-teatro.

La tradizione teatrale palermitana è stata sempre molto ricca unendo elementi arabi, normanni, francesi e spagnoli.

Il Teatro S. Cecilia fu fondato nel 1693 vicino alla Fieravecchia ad opera dell’Unione dei Musici. Nacque per le rappresentazioni dell’Opera. Si presentava con numerose logge e platee. Esso fu inaugurato con la rappresentazione della tragedia sacra “L’innocenza penitente” di Vincenzo Gattino, opera dedicata a S. Rosalia con le musiche di Ignazio Pulici.
Anche il Teatro S. Cecilia fu danneggiato dal terremoto del 1726 e restò chiuso fino al 1737, anno in cui fu riaperto dopo la fase di ristrutturazione.
Fu il principale teatro palermitano fino al 1809, anno in cui fu edificato il Teatro Carolino. Il suo interno fu demolito nel 1906.

Il Politeama Garibaldi fu edificato in base al progetto di G. D. Almeyda ed inaugurato nel 1874 con la rappresentazione de "I Capuleti e i Montecchi" di Vincenzo Bellini.
Si presenta con una quadriga di bronzo sulla facciata, opera realizzata da Mario Rutelli, e con la copertura del tetto realizzata dagli scultori Civiletti e Rutelli, dei pittori Lentini, Enea e Cavallari.
Si presenta con una struttura ad anfiteatro chiusa dal palcoscenico, con un boccascena limitato, due ordini di palchi e due settori di cavea.
All’interno si nota un vestibolo con soffitto a lacunari.
Dall’esterno esso si presenta con due porticati a colonne doriche ed ioniche.
Assume la sua denominazione nel 1882.
La sua edificazione è realizzata fuori la cinta muraria per allargare i confini cittadini e dare alla città un nuovo assetto.
Nasce per ospitare gli spettacoli dell’opera, dell’operetta e del circo.
Ha ospitato compagnie teatrali illustri come "La Real Compagnia Drammatica Italiana".

Il Teatro Massimo ha una storia più travagliata.
Doveva rappresentare degnamente lo splendore della Palermo di quegli anni: si viveva l’inizio della Belle époque, stagione che fu per la città un momento di rinascita culturale ed economica e dell'ingente attività di imprenditori illuminati, quali i Florio, che contribuirono fortemente ed economicamente alla costruzione del teatro e del quale per qualche anno ne furono anche gestori.
Il concorso internazionale per la sua costruzione è bandito nel 1864 per creare un edificio per gli spettacoli musicali e di ballo e per realizzare veglioni di carnevale e creare un circolo per i nobili (in realtà gli ultimi due propositi non furono mai compiuti).
Fu edificato fra il bastione di San Vito e La Porta Maqueda, abbattendo la Chiesa delle Stimmate e l’annesso convento e la Chiesa di San Giuliano e completarlo nel 1897 e seguendo un progetto di G. B. F. Basile.
Il suo influsso si vede nella geometria del teatro, nei capitelli che ricordano la Sicilia greca, nell’impronta classicista dell’edificio.
Del teatro si interessò anche il figlio dell’artista, Ernesto Basile.
L’edificio si presenta con sculture in bronzo della Lirica di Rutelli e della Tragedia di Civiletti e con un ricco simbolismo nel salone e nella loggia del palco reale, nella sala degli spettacoli e nella rotonda del mezzogiorno.
Tra i simboli predominanti si notano soprattutto quelli floreali.
Il Teatro Massimo continuò la sua attività sino al 1974, quando una nuova normativa impose nuove norme di sicurezza e, quindi, lavori di ristrutturazione in numerosi locali pubblici. Le incertezze sulla data di apertura si protrassero fino all'ultimo, le maestranze si sottoposero a turni sfiancanti pur di consegnare il Teatro alla città. Il 12 maggio 1997, nonostante i lavori ancora in corso, il Teatro fu riaperto e quattro giorni dopo, il 16 maggio, si festeggiò il centenario del Teatro con la Seconda Sinfonia di G. Mahler.
La sua trasformazione in Ente Autonomo gli garantisce un sicuro finanziamento pubblico.

Anche il Teatro Biondo ha delle origini ottocentesche, fu realizzato seguendo un’idea dell’avv. Andrea Biondo e seguendo il progetto dell'ing. Mineo. Si presenta con un prospetto esterno di fattura ottocentesca con i caratteri del teatro-basilica.
Le opere murarie furono realizzate dall’impresa del Cavalier Baronia.
La sala degli spettacoli è a ferro di cavallo con un doppio ordine di palchi ed un loggione. L’ingresso presenta dei marmi siciliani, delle colonne biniate di marmo rosso e sulla volta si può ammirare un affresco del Padovano raffigurante angeli danzanti. La sala può contenere fino a 1000 persone e risente dell’art nouveau vigente nell’epoca in cui il teatro fu costruito. Tale stile è visibile, ad esempio, nei decori e disegni dei fascioni dei palchi e nell’arco di proscenio, decorazioni realizzati da Salvatore Gregoretti.
Nel foyer centrale presente nella seconda fila di palchi si vedono due allegorie della Commedia e della Tragedia realizzate dal Giarrizzo seguendo i disegni di Gregoretti.
Un notevole restauro permette di ammirare i decori originali dei fascioni dei palchi e delle colonnine.
Fu inaugurato nel 1903 dalla “Compagnia Drammatica Italiana” di Ermete Novelli con la rappresentazione de “Papà Lebonnard” di Aicard.
Qui hanno lavorato, ad esempio, la "Compagnia del Teatro Argentina" diretta da Luigi Pirandello, la Compagnia di Ruggero Ruggeri e la "Compagnia Drammatica Italiana" diretta dal Cav. Sabatini.

Il Teatro Nazionale Kursaal ha delle origini lievemente più recenti rispetto ai precedenti visto che è stato costruito nel 1913-14 ad opera dei Fratelli Biondo e sul progetto dell’architetto Ernesto Basile.
Si presenta con le colonne che dividono la facciata e con una sala per gli spettacoli con due ordini di palchi, un caffè ed un casinò.
Nasce soprattutto come teatro per operette e riviste.
Dell’antico edificio oggi rimane solo il fronte. Oggi è stato trasformato in cinema.
Il Museo Internazionale delle Marionette oltre ad ospitare pupi, marionette, attrezzature sceniche come le ombre e cartelloni, presenta una stanza adibita per gli spettacoli e le conferenze.
Le sue pareti raccolgono i cartelli pubblicitari palermitani ognuno dei quali rappresenta l'episodio saliente dello spettacolo serale e numerosi quadri.
Fu istituito nel 1975 dall'Associazione per la conservazione delle Tradizioni Popolari.
Il teatro Al Convento ha una sala di 166 posti, un palco triangolare e 5 camerini con doppi servizi e finestre. Esiste da circa 20 anni ed ha visto quasi esclusivamente spettacoli di cabaret. Da un decennio è gestito dalla Soc. Coop. AVIA di Palermo.
Il Teatro Finocchiaro fu edificato seguendo il progetto dell’architetto Paolo Bonci intorno agli anni ’20.
Originariamente si presentava con quattro ingressi, tre ordini di palchi, un anfiteatro, due cavee, la sala e la platea a gradinata.
Sono annessi al teatro un Caffè, un restaurant ed un cinema.

IL Teatro Libero, fondato nel 1968, con sede in vicolo s. ufficio sin dal 1973 dove ha realizzato un “laboratorio di teatro”.
Tantissimi gli spettacoli qui prodotti con la regia di Beno Mazzone, ma anche di altri registi come Stuhr e Frattaroli.

Il Teatro Libero/Incontroazione è riconosciuto come Teatro Stabile d’innovazione dal Dipartimento dello Spettacolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Collabora con strutture culturali internazionali.

Il Teatro Al Massimo è stato realizzato seguendo un progetto di Giovan Battista Santangelo. Il palazzo risente dello stile visibile architettonico soprattutto del Théatre des Champs Elysée di Parigi. La struttura fu inaugurata nel 1924. I committenti furono i Biondo, gli stessi Biondo del teatro omonimo e del kursaal. Le compagnie di rivista o d’avanspettacolo che vi si esibivano provenivano da tutte le località italiane. Con la fine del secondo conflitto mondiale la vita tornò a normalizzarsi, ed il “Massimo” riprese la sua attività. Con l’avvento della crisi delle compagnie di avanspettacolo la programmazione si restrinse fino al giugno del 1977 che vide la chiusura del cine-teatro. Il 20 Novembre del 1992, grazie all’impegno di operatori dello spettacolo, restaurato e adeguato alle tecniche moderne, con uno spettacolo di Gigi Proietti si inaugura il “Teatro Al Massimo”.

Il Teatro Franco Zappalà, nato esclusivamente dagli sforzi della famiglia Zappalà, ha quattro anni di vita ed è una struttura geodetica comprendente 600 posti e concepito in assenza di barriere architettoniche. E’ un locale con scheletro in acciaio zincato coperto da un unico telone.
La struttura principale del Teatro (platea, palco e retro-quinte) è di 38x28.
Il locale è stato arredato nei toni del blu e presenta varie strutture come ben 14 camerini con annessi servizi e riscaldamento.
Vi lavora l'associazione "Nuovo Teatro Popolare Nino e Franco Zappalà".

Il Teatro Vittorio Emanuele di Messina fu realizzato tra il 1847 ed il 1852. Il suo nome originario era S. Lucia e nasce come teatro lirico dal progetto di Valente. Danneggiato dal sisma del 1908, l'edificio fu incluso tra quelli da ristrutturare, lavori che termineranno 72 anni dopo. Il restauro fu condotto con l'intenzione di conservare l'aspetto esterno e di cambiare quello interno. Tra le modifiche si ricordano l’ampliamento del palcoscenico di circa 8 metri ed il prolungamento del corpo di fabbrica in modo da ricavare un piccolo auditorio che fu dedicato al musicista Antonio Laudano. La nuova inaugurazione vide la rappresentazione dell’Aida, l'ultima opera rappresentata prima del terremoto del 1908.

Il Teatro Comunale di Agrigento è al terzo posto in Sicilia per grandezza e struttura architettonica dopo il Massimo di Palermo ed il Bellini di Catania. Risale al 1863 la prima autorizzazione del Consiglio Comunale alla giunta municipale per far redigere un progetto per la sua fondazione. Nel 1870 iniziarono i lavori dopo l’approvazione del progetto redatto dall’ing. Dionisio Sciascia. A causa di alcune controversie, fu chiamato l’ingegnere architetto Filippo Basile (costruttore del teatro Massimo di Palermo). Il Teatro fu aperto al pubblico il 24 Aprile 1880. Il 12 Gennaio 1881, grazie all’intervento della Sovrana, il teatro prende il nome di Regina Margherita.
Il palcoscenico è un’ampia platea dalle dimensioni di m. 25 per la larghezza e 20 metri per la profondità e con un’altezza di metri 40.
I dipinti del soffitto e sul frontale dei palchi furono realizzati da illustri pittori come Giuseppe Belloni, Luigi Sacco e Antonio Tavella. Esso si presenta con delle floreali decorazioni interne e la presenza di finestroni nella facciata.
Per il decennale della morte del grande Luigi Pirandello, fu istituito il Comitato per le Celebrazioni Pirandelliane che, tra l’altro, chiese al Consiglio Comunale di intestare il Teatro al celebre concittadino.
Il Consiglio Comunale il 25 novembre 1946 deliberava l’accoglimento della proposta del Comitato, evento che si attua il 10 dicembre 1946 insieme allo scoprimento della lapide dell’androne del Teatro.
Recentemente il Teatro ha subito lavori di ristrutturazione ed il 29 aprile 1995, alla presenza del Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro, il Teatro è stato nuovamente ed ufficialmente inagurato.

Il Teatro agrigentino della "Posta Vecchia" nasce nel 1996 grazie a Giovanni Moscato. Il suo nome nasce dal contesto urbano in cui si trova: la zona di Via Giambertoni è così chiamata perché dal 1859 al 1897 il Marchese Ignazio Giambertoni ne affittò alcuni immobili alle “Regie Poste e Telegrafi”.
Lo stesso immobile degli avi di Giovanni Moscato, sede dell’attuale Teatro, fu affittato dai signori Siracusa di Girgenti, che avevano ottenuto l’appalto delle Poste, per lo svolgimento del Servizio Pubblico. I signori Siracusa gestirono le Regie Poste e Telegrafi a conduzione familiare.

Il Teatro Selinus di Castelvetrano (Tp) ha delle origini recenti visto che è stato realizzato nell’ultimo quarto di secolo.
Si presenta con tre volumi differenti (quello del pronao, del palcoscenico e della sala), una architettura molto sobria negli interni, un prospetto in stile neogreco ed un palco d’onore sorretto da cariatidi.
La sua realizzazione è stata seguita da Giuseppe Patricolo.

Il Teatro Odeon, o piccolo teatro, di Taormina fu costruito dai romani quando la città era una loro colonia militare nel 21 a.C. Si trova dietro la collina di S. Caterina d’Alessandria d’Egitto, accanto a celebre Palazzo Corvaja. Il suo ritrovamento risalente al 5 Giugno del 1892 è a dir poco singolare. Sembra che un fabbro stava scavando in un suo terreno quando il piccone scoprì la costruzione. Un anno dopo cominciarono gli scavi veri e propri. Fu costruito con grossi mattoni d’argilla saldati con la calce. Segue lo schema costruttivo dei teatri romani: è suddiviso in tre ambienti, la scena, l’orchestra e la cavea. La scena dell’Odeon era costituita dal basamento e dal peristilio o colonnato di un tempio greco. Si pensa che era utilizzato, oltre che per le rappresentazioni teatrali, anche per spettacoli musicali per le personalità sociali di riguardo come i magistrati e le loro famiglie o per gli ospiti.

Il Teatro Greco di Taormina è stato costruito in epoca ellenistica. Fu trasformato in epoca romana. L'edificio è stato costruito sfruttando la conformazione naturale del terreno. La scena presenta ancora oggi gli stessi, originali colori come il rosso dei mattoni. Dietro la scena sono si vedono resti di portici e lateralmente i parascenia per agli attori. In età romana il teatro fu adibito a spettacoli per gladiatori ed il teatro divenne un anfiteatro. L'acustica è ancora notevole. Recentemente, il teatro è stato sede di notevoli manifestazioni come il premio David di Donatello.

Catania è ricca di teatri a partire dal Metropolitan per passare poi al Verga, al Musco, al Teatro Club, al Piccolo Teatro, al Nuovo Teatro, al Teatro della Città, al Piscator, al Teatro degli Specchi, teatri illustri che contribuiscono alla diffusione della passione per questa forma.

Il Teatro Bellini nasce come teatro lirico e solo occasionalmente ha ospitato anche spettacoli di prosa, operette e spettacoli di danza. La sua realizzazione è molto lunga e travagliata. Gli ultimi architetti che si occuparono della sua realizzazione furono i milanesi Scala e Sada. Esso fu inaugurato nel maggio 1890 con la rappresentazione della “Norma” di Vincenzo Bellini. La sua struttura si presenta con degli elementi esterni classici e barocchi e con un impianto planimetrico particolare, soprattutto nel prospetto formato da un corpo centrale e da pareti curve. Il suo stile ricorda l'eclettismo francese del “Secondo Impero” visibile soprattutto a Parigi nell'Opéra di Charles Garnier. Si presenta in un unico piano contenente la cavea e il palcoscenico e una copertura composta da canne fissate su degli arconi di legno sistemati in modo da formare una raggiera. In totale può ospitare fino a 2000 persone. Gli affreschi del soffitto sono di Ernesto Bellandi.
Il teatro Sangiorgi si trova nella via San Giuliano ed un tempo era proprietà del cavaliere Mario Sangiorgi.
Fu inaugurato il 7 luglio 1900 con la "Boheme" di Giacomo Puccini.
Originariamente si presentava come una sala all’aperto con gli stucchi del pittore Di Gregorio, struttura costruita seguendo il progetto dell’ing. Giuffrida e contenente altri locali come un ristorante, un caffè concerto, una birreria, una trattoria.
Guglielmo Sangiorgi aveva solo 19 anni quando il padre Mario morì lasciandogli la gestione. Proprio a lui si deve il consolidamento di tale teatro.
Tra i suoi contributi si ricorda la ristrutturazione della sala teatrale e l’aggiunta dell’albergo diurno. Fu un periodo florido per il teatro. Poi arrivò la decadenza ed il Teatro fu acquistato dal Teatro Massimo Bellini nel 1988 che lo ha restituito alla città, dopo complessi restauri e 13 anni di chiusura.
Attualmente si presenta con una sala di quasi 500 posti, un palcoscenico di 12 metri di profondità, 10 metri di larghezza e quasi 13 metri di altezza ed alcuni ambienti particolarissimi come il foyer dedicato al critico Danzuso.

News inserita il 20/04/2003 da Redazione Siciliano.it
nella categoria Cultura
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